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Misobolo: il Santuario, la storia e le radici della nostra Erbaluce

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Misobolo: il Santuario, la storia e le radici della nostra Erbaluce

Vini del Canavese Caretto
Pubblicato da Roberta Caretto · Venerdì 28 Nov 2025 · Tempo di lettura 2:30
Tags: erbaluce
Misobolo: il Santuario, la storia e le radici della nostra Erbaluce
 
Quando un luogo diventa radice
In Piemonte, tra le dolci colline del Canavese, l'Erbaluce di Caluso DOCG non è solo un vino; è l'espressione liquida di un terroir unico. Ma per la nostra famiglia, il legame con questa terra è indissolubilmente legato a un punto preciso all'orizzonte: il Misobolo.
Questo nome non definisce solo un'altura da cui si dominano i vigneti. Il Misobolo è una vera e propria custode di memorie, un simbolo che definisce il carattere della nostra cantina e, in ultima analisi, l’identità della nostra Erbaluce.
   
Erbaluce e paesaggio
L'Erbaluce prospera su terreni di origine glaciale, ricchi di minerali che conferiscono al vino la sua inconfondibile freschezza e longevità.
Il Misobolo, con il suo Santuario, è il punto focale di questo paesaggio. La sua presenza ci ricorda ogni giorno l'importanza di lavorare la vite con rispetto, onorando la vocazione del luogo.

Il Quadro che custodisce l'eredità di Nonno Francesco
La prima ragione del nostro attaccamento al Misobolo è di natura spirituale. La struttura è un santuario, un luogo di fede e pellegrinaggio per l'intera comunità di San Giorgio. Ma la ragione più intima è un segreto che ci guida.
All'interno del Santuario, proprio dietro l'altare, è conservato un vecchio quadro di fotografie.

Questo quadro fu commissionato dall'allora sacerdote, in un periodo di grande angoscia, per invocare la protezione della Madonna sui giovani uomini del paese chiamati al fronte in tempo di guerra. Quei ragazzi – figli, fratelli, futuri padri – furono idealmente affidati alla custodia del cielo.
Tra quei volti pieni di speranza c’è nostro nonno, Francesco Caretto.
Il Misobolo non è solo il simbolo di una tradizione viticola; è il luogo fisico dove la nostra famiglia è stata protetta in un momento cruciale della storia. Questo ci ricorda che il nostro lavoro non è solo produzione, ma la preservazione di una memoria fatta di fede, speranza e sopravvivenza.

L'eredità nel calice: L'indomita forza dell'Erbaluce
Cosa c'entra tutto questo con il vino? C'entra tutto.
Il nostro Erbaluce di Caluso ha un carattere forte, persistente e indomito. Questa stessa resilienza, questa capacità di resistere e prosperare, è l'eredità spirituale che abbiamo ricevuto da nonno Francesco.
Lavorare qui, con questo Santuario che veglia su di noi, significa tramandare non solo un metodo di vinificazione, ma un messaggio: quello della gratitudine e della tenacia delle nostre radici. Ogni bottiglia della nostra Erbaluce è un invito a bere un pezzo della nostra storia più cara.
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La nostra Erbaluce è il frutto di questa storia e di questo territorio protetto. Non limitarti a leggere l'eredità; vivila in ogni calice.



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